Marchio

Non solo un “logo” ma un congegno che
comprende anche codici verbali, discendenti
diretti del processo di posizionamento

Il nome “HeadForBrand” trae origine dall’unione del verbo inglese “to head for” [trad: dirigersi verso] con la parola “brand”. Racconta tacitamente qual è la nostra ragion d’essere: «Dirigersi verso il concetto manageriale di brand», nel senso di costruire, proteggere, potenziare, raccontare l’identità delle marche (grandi o piccole, indistintamente).
Questi contenuti di senso, oltre a rappresentare una dichiarazione d’intenti, sono in grado di identificare la proposta commerciale e agevolare la comunicazione, presentando anche alcune caratteristiche formali quali l’orecchiabilità e la coerenza con il discorso di marca.
Il logotipo “HeadForBrand”, a parte mantenere il rigore, le connotazioni e i codici cromatici pertinenti per l’area di mercato dove opera la marca, rivela il pensiero metodologico di essa attraverso l’uso dell’elemento segnico circolare che, combinato con lo speciale lettering di “A” e “N”, evoca, iconizzandola, una forma antropomorfa.
Figura che tratteggia metaforicamente il consumatore, del quale studiamo i codici comportamentali e su cui ci orientiamo negli studi ritenendo rappresenti la più importante risorsa valoriale per la marca.
Il pay-off «Build Difference» condensa il DNA della marca e rivolgendosi all’interlocutore lo esorta a costruire o sviluppare una differenza connotativa rilevante che, se ben gestita, è in grado di generare valore economico.

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